Bevco: l’interfaccia touch dei distributori di bevande, realizzata da zero
- Cliente
- Bevco
- Settore
- Distributori di bevande
La sfida
Bevco realizza distributori di bevande alla spina con schermo touch, sia self-service sia per bar e ristoranti. Per la nuova generazione di macchine serviva un’interfaccia nuova, da scrivere da zero sopra KOS, il sistema operativo che governa la macchina: doveva essere immediata per chi si serve una bibita e completa per il tecnico che la installa, la pulisce e la ripara.
La soluzione
Abbiamo progettato e sviluppato l’interfaccia di entrambi i modelli, integrata con KOS per erogazione, disponibilità delle bevande, allarmi e impostazioni. Accanto al cliente finale c’è un menu di servizio completo per i tecnici. Intorno all’interfaccia abbiamo realizzato i test automatici sulla macchina, la pipeline che produce i pacchetti per ogni paese, il monitoraggio centralizzato della flotta e l’accesso remoto sicuro per l’assistenza.
Risultati
- Un’interfaccia per due modelli di distributore, self-service e per locali, con schermo singolo o doppio
- Menu di servizio per installazione, pulizia, calibrazione, formati dei bicchieri e aggiornamenti
- Interfaccia in più lingue, con versioni dedicate per ogni paese in cui le macchine sono distribuite
- Test automatici che girano su un distributore vero o su un simulatore prima di ogni rilascio
- Monitoraggio centralizzato della flotta e assistenza da remoto senza intervento sul posto
Un’interfaccia che deve funzionare in tre secondi
Chi si avvicina a un distributore non legge istruzioni: tocca il marchio che riconosce, sceglie il formato del bicchiere e si aspetta che la bevanda esca. Ogni passaggio in più è una coda che si allunga. Per questo siamo partiti da una domanda semplice: qual è il percorso più breve fra la voglia di bere e il bicchiere pieno?
Nel modello self-service l’interfaccia usa una grafica 3D animata che attira lo sguardo quando la macchina è a riposo; nel modello per bar e ristoranti lo schermo è doppio, con contenuti video su quello superiore. In entrambi le bevande esaurite si spengono da sole, così nessuno sceglie qualcosa che non può avere.
Il modello self-service: sullo schermo ogni bevanda è un disco da toccare. Immagine pubblicata da Bevco.
Il lavoro che il cliente finale non vede
La parte più ampia del progetto è quella riservata ai tecnici. Dal menu di servizio si configura la macchina, si regolano i formati dei bicchieri, si eseguono pulizia e sanificazione guidate, si calibra l’erogazione, si sostituiscono pompe e linee e si aggiorna il software anche da chiavetta USB. Sono operazioni che un tecnico fa in piedi davanti alla macchina, spesso con poco tempo: le abbiamo trattate con la stessa cura delle schermate per il pubblico.
Integrare KOS, non aggirarlo
KOS è il sistema che governa la macchina: sa quali bevande sono disponibili, come erogarle e quando qualcosa non va. L’interfaccia non duplica questa logica, la interroga. Così una bevanda esaurita, un allarme o una nuova impostazione si riflettono subito sullo schermo, e un aggiornamento della piattaforma non obbliga a riscrivere l’interfaccia.
Abbiamo lavorato a stretto contatto con il team che sviluppa la piattaforma e con gli altri partner del progetto, rilasciando versioni dedicate per ogni paese.
Una macchina in un locale è una macchina lontana
Un distributore installato in un bar non è a portata di mano. Oltre all’interfaccia abbiamo realizzato un sistema centrale che raccoglie stato e log da tutta la flotta, segnala quando una macchina smette di rispondere e permette ai tecnici di collegarsi in modo sicuro per una diagnosi. Prima di ogni rilascio, i test automatici riproducono il percorso di un cliente vero su un distributore o su un simulatore: è il modo più concreto che conosciamo per non scoprire un problema in un locale pieno.
Tecnologie
- Interfaccia touch
- Integrazione KOS
- Linux embedded
- Grafica 3D
- Test end-to-end
- Monitoraggio remoto